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Prefazione sulla magnetoterapia ad alta frequenza e bassa intensità

Pubblicato da Monia in MAGNETOTERAPIA · 16/5/2015 10:14:00
Prefazione sulla magnetoterapia ad alta frequenza e bassa intensità

Si basa sul principio che gli elementi costituenti il corpo umano sono dei dipoli elettromagnetici che possono essere influenzati dalla presenza di un campo magnetico esterno.
Lo stato energetico di questi dipoli viene alterato quando sopraggiunge una malattia, introducendo dall'esterno un campo elettroelettromagnetico è possibile riportare l'equilibrio nel corpo. 
Oggi sappiamo che le membrane cellulari sono in pratica delle minuscole "pile " di cui è stato possibile misurare anche la tensione erogata: più precisamente, nelle cellule nervose sane, tra l'interno e l'esterno esiste una differenza di potenziale di 90mV nelle altre cellule questa tensione si aggira intorno ai 70 mV.

Quando queste cellule si ammalano, per una infezione, un trauma o qualsiasi altra causa, come per l'età del soggetto, perdono la loro riserva di energia, cioè si scaricano come una normale pila e quindi una cellula che, sana, dovrebbe avere una tensione di 70mV, ammalata ne misura solo 55-50 se poi questa tensione scende sotto ai 30mV, si ha la necrosi i cioè la morte della cellula.
Quando queste minuscole " pile " presenti nel nostro corpo si scaricano, l'organismo ne avverte le conseguenze sotto forma di dolori alla schiena, alle ossa, alle articolazioni, processi infiammatori, ferite che non si rimarginano ecc.

Per favorire il ritorno alla normalità di tutte queste cellule, occorre ricaricarle, ma poiché nel nostro corpo, a differenza di una normale batteria, non esiste alcun morsetto, dovremo agire con sistemi un po' diversi da quelli comunemente conosciuti. I fisici che hanno approfondito gli studi sui biopolimeri e sulle membrane cellulari hanno appurato che questi, come in una normale radioricevente, sono sintonizzati su di una frequenza compresa tra i 27 e 1 250 MHz (Mega Hertz)

Avremo quindi delle cellule sintonizzate sui 28 MHz, altre sul 45 MHz, altre ancora sui 50 - 68 - 72 eccetera fino a giungere alle cellule sintonizzate sui 250 MHz.

Avvicinando al nostro corpo una sorgente (trasmettitore) capace di erogare tutte le frequenze comprese in questo spettro di gamma, le cellule " captano " la frequenza ad esse relativa e si ricaricano. Ovviamente, per riportare la situazione cellulare alla normalità, la terapia può durare da un minimo di qualche giorno a diverse settimane, perché numerosi sono i fattori di condizionamento, come il tipo di cellule, la condizione di "scarica", il carattere cronico o acuto della malattia. In pratica, grazie a tale "ricarica" un dolore infiammatorio di una giunzione articolare, una distorsione, un reumatismo, possono scomparire dopo poche applicazioni mentre la riparazione di una frattura ossea o la rigenerazione di tessuti molli possono richiedere anche alcuni mesi.

Lo scopo dell'elettromagnetoterapia è di ricaricare e rigenerare le cellule prive di energia vitale, agendo sulla differenza di potenziale presente ai capi della membrana cellulare e sull'orientamento degli atomi in essa presenti, che altro non sono che dipoli magnetici.



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